Da settimane i media continuano a parlare di questo batterio killer in grado di distruggere interi oliveti con una rapidità impressionante. Le notizie sono molte e spesso contrastanti, per cui ci sentiamo in dovere di fare un po’ di chiarezza.
Xylella fastidiosa è un batterio scoperto negli Stati Uniti nel 1892 da Newton B. Pierce, il batteriologo che per primo scoprì che questo microrganismo era la causa di una malattia che in quegli anni stava distruggendo interi vigneti in California. Per questo motivo la malattia fu chiamata Morbo di Pierce e il batterio, invece, Xylella fastidiosa, non tanto per la sua patogenicità, ma bensì per la lentezza e la difficoltà di coltivarlo in laboratorio.
Da allora sono state scoperte numerose sottospecie di questo patogeno, ognuna delle quali specializzate nel colpire una pianta piuttosto che un’altra. Una di queste è quella che è stata riscontrata in Salento dal 2013 e che sta colpendo la coltivazione principale del posto: l’ulivo.
Su olivo la Xylella fastidiosa provoca sintomi comuni, come l’ingiallimento delle foglie, il loro successivo disseccamento, culminante con la loro caduta, il disseccamento di intere branche della pianta e, infine, la morte della stessa. Ciò che cambia in una pianta infetta da Xylella è la rapidità con la quale questi sintomi si sviluppano e si propagano all’intera chioma; in cultivar sensibili di olivo dalla penetrazione alla morte della pianta possono bastare 3 mesi.
Il batterio si trasmette da una pianta all’altra grazie alle punture di alimentazione di insetti molto comuni non solo in Puglia ma in tutto il territorio italiano, ossia insetti del gruppo Cicadomorpha, ossia cicaline, cicale e quelle che comunemente vengono chiamate “sputacchine”, per via della secrezione molto simile ad uno sputo umano di cui si circondano gli stati giovanili di questi insetti per restare idratati e nascondersi ai predatori.
Xyella fastidiosa è stata rilevata in più di 160 specie vegetali, tra cui si annoverano si piante di interesse agricolo(agrumi, vite, pesco, mandorlo, olivo, ecc.), ma anche specie ornamentali (oleandro), piante forestali (acero,quercia, ecc.) e specie spontanee (erbe ed arbusti).